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  la chica de bolsillo
le fabuleux destin de la fille de poche
 
 

< farewell, george! | la chica de bolsillo | the rain is like an orchestra to me >

 

11.12.2005

agnello sacrificale

ogni mattina, la fille de poche è l'agnello sacrificale di un altare. no, non c'è nulla di mistico: sono l'agnello sacrificale dell'altare della routine. come una moderna ifigenia, ogni mattina, indosso le mie migliori sacrali intenzioni, ed eccomi lì, a prendere o a perdere la fottuta metro di turno. una volta entrata, mostrando le migliori qualità che neppure un contorsionista potrebbe, vengo strattonata, spettinata, spinta, impuzzolita, spostata, scostata, ricoperta di braccia che mai nella vita avresti voluto che ti sfiorassero...tutto questo mio quotidiano calvario dura 11 fermate: da san giovanni a ottaviano, ogni fottuto giorno della mia vita. la storia si ripete: contorsionista a san giovanni, tritata a manzoni, spostata a vittorio emanuele, espulsa a termini e nella stessa fermata rispinta dentro per inerzia, depressa a repubblica, (di)vengo frust(r)ata e presa a gomitate a barberini, spinta contro l'altra porta scorrevole a spagna da sorridenti idioti barbari provenienti da chissà dove, insultata da una vecchietta a flaminio, mi rifaccio a lepanto dove la valigia di un aitante avvocato mi sfiora il deretano o peggio lo zaino di un papa boy mi schiaffeggia decantandomi un'ave maria, respiro a ottaviano, in attesa di ricatapultarmi nell'orrida routine all'uscita della metro, dove rivengo strattonata dal gruppo di idioti barbari incontrato a spagna, vengo tampinata da un pakistano che mi chiede insistintentemente se voglio i suoi ombrelli, le mie guance vengono schiaffeggiate da una copia di leggo e di city, e poi su per via ottaviano, dove un'orda di giappostronzi ululanti e i loro fottuti ombrellini mi attendendono e poi occhiatina alla vetrina, e poi uccisa da una vecchina a bordo della sua ritmo bianca, e poi dal 19, e dal 32, arrivo trafelata al semaforo (rosso) e li mi tocca sfiorare il tastino magico quando vengo gettata in strada dall'orda di giapponesi di cui sopra...continuo la mia strada e vengo assalita da una zingara, da un pakistano che vuole rifilarmi i suoi prodotti in pelle, la mia disperata corsa verso la morte viene fermata da: una tedesca di 180kg che ha perso il suo gruppo, un vescovo, e un aitante pretino sudamericano che potrebbe essere un interessante diversivo, ma proseguo impavida verso la morte...giro per borgo pio, e un cardinale in mercedes tenta di uccidermi e poi un pulmino wolkswagen di hippyana memoria quasi mi uccide sulle striscie. e non finisce qui...intraprendendo la mia ultima tappa del sacrificio camminando per borgo pio, incontro una scolaresca italiana, di indubbia provenienza, che si muove verso la piazza in attesa di redenzione o di sentire l'angelus, che mi atterrisce chiedendomi informazioni, un gruppetto di americani e i loro zaini mi sfrattonano giù a pochi km c'è la cacca del labrador della riccona, che non avendo tempo e affetto da dare alla povera bestia lo manda in giro con la filippina. rischio di essere uccisa da un camion e poi giro, giro e un 110 mi fa esalare il mio ultimo respiro...e poi safe and sound arrivo a destinazione, ma è solo l'inizio...
 
una canzone che ben rappresenta il mio quotidiano sacrificio
 
"Now
I'm wakin' at the crack of dawn
to send a little money home
from here to the moon
is risin' like a discotheque
and now my bags are down and packed for traveling
Lookin' at happiness
keepin' my flavor fresh
nobody knows I guess
how far I'll go, I know
so I'm leavin' at Six O' Clock
meet in a parkin' lot
Harriet Hendershot
sunglasses on, she waits by this

Glass and concrete and stone
It is just a house, not a home.

Skin, that covers me from head to toe
except a couple tiny holes and openings
Where, the city's blowin' in and out
this is what it's all about, delightfully

Everything's possible
when you're an animal
not inconceivable
How things can change, I know

So I'm puttin' on aftershave
nothin' is out of place
gonna be on my way
Try to pretend, it's not only

Glass and concrete and stone
That it's just, not a home.
And its glass and concrete and stone

It is just a house, not a home
And my head is fifty feet high
Let my body and soul be my guide
"
 
david byrne - glass, concrete & stone
 


"The less routine the more life" Amos Bronson Alcott

  la fille de poche ore 01:50
commenti (15)
 
 
  che bello, enver, non credo che tu me l'avessi detto, ma la fille de poche, come ogni essere umano di sesso femminile, ama che le vengano fatti dei complimenti...quindi, grazie la fille de poche

scritto da la fille de poche alle ore 23:50:55

 
  che mi piace come scrivi te l'ho detto, sì?*

scritto da enver alle ore 17:37:48

 
  che bello! che bello! che orgoglio! 12 commenti mi sembra un sogno, credetemi, mi piace essere apprezzata. cmq, rispondiamo, ad albascura, dico che ognuno ha il suo calvario e di restare il più possibile a bruxelles, lontana dall'orrida roma. a giacomo dico che ha quanto mai ragione, il link è una splendida cosa...a flavia, dico che non è mai troppo tardi, che mi vergogno a dirlo, che forse l'ho conosciuta più che altro leggendo in una serata noiosa alcune frasi del suo blog, piuttosto che parlandole...ma ribadisco, non è mai troppo tardi...saluti, un'orgogliosa inorgoglita fille de poche

scritto da la fille de poche alle ore 00:36:43

 
  Cara mia ti risponderò la stessa cosa che ho detto a Riccardo...ti colloco tra quelle persone che, per superficialità, non ho mai conosciuto più di tanto ma con le quali potenzialmente avrei potuto stringere una bella amicizia!ti mando un forte abbraccio!

scritto da flavia alle ore 15:24:28

 
  ma come "dove l'hai trovato il mio indirizzo?"! sul mio blog, ovviamente... vista la massa di frequentatori che mettono piede nel Dominio e poi se la danno a gambe una volta visti i contenuti, i link agli altri blog sono utilissimi per indicare pronte e sicure vie di fuga dalla seriosità assassina del qui presente/scrivente. bah... almeno so che serve a qualcosa.

scritto da Giacomo alle ore 14:18:00

 
  che bello, un commento di una persona che non conosco. queste cose mi fanno ancora più piacere, anche se mi chiedo dove tu abbia trovato il mio indirizzo, piuttosto albascura che studiavi nel fantastico mondo lumsa? baci, la fille de poche

scritto da la fille de poche alle ore 01:30:32

 
  Come mi rivedo nel tuo brillante intervento...Forse perchè il tuo calvario, anche se in misura ridotta (da Baldo degli Ubaldi a via dei Corridori che ospita la Lumsa) è stato anche il mio per due anni... Presto sarà il turno di quello in versione chemin de fer Monte Mario-San pietro!

scritto da Albascura alle ore 01:19:26

 
  ero a cena da amici...cmq, ci si becca un altro giorno, saluta olbia, baci, la fille de poche

scritto da la fille de poche alle ore 22:38:35

 
  ma dove sei finita stasera piccola amelie?? un bacio pre partenza!

scritto da vale alle ore 00:04:35

 
  cara luciole, proprio te cercavo, il link del tuo blog mi dà problemi! cmq, è vero per noi ragazze tascabili la metro è una condanna. no nessun schermitore o pallavolista nella vita della fille de poche sempre alla disperata ricerca del suo nino quincampoix, "come la strada", di poulainiana memoria. bella, ti bacio, e credo che solo nel primo periodo la tua tenera vocina mi ricorderà un canto di usignoli...baci, la fille de poche

scritto da la fille de poche alle ore 13:52:25

 
  Come ti capisco! Quando stavo a San Giovanni era così anche per me, solo che a Termini scendevo e prendevo il 40, almeno respiravo un po'... Che poi per noi di una certa altezza (capiscimi!!!) la metro è una condanna a morte quando è troppo piena, perché sotto l'aria si consuma, beati gli altoni, anche in questo caso. A proposito, sempre convinta di sposare un pallavolista o hai virato verso gli schermidori, o magari c'è qualche novità? Dio, quanto mi mancano le nostre ricerche in Internet. Ma preparati, dopo le feste ritorno!!! Hai tenuto i timpani di tutti allenati e pronti a riascoltare la mia soave vocina???
Baci. Ciao ciao.

scritto da LR alle ore 17:22:24

 
  che bello un commento da una delle mie salentine preferite...è vero la metro ha tanto difetti, ma mi ha fatto incontrare la mia enza preferita, e al pensiero che non lascerò più questa splendida donna a vivere la sua odierna e fastidiosa routine fino a lucio sestio mi fa star male, baci, sei stata la compagna di viaggio perfetto, mancherai all'atac e a me tantissimo, per fortuna c'è la redazione!!! ah, quanto a riccardo non è della redazione e devo ancora verificarlo ti dirò di più e con sicurezza, baci, la fille de poche

scritto da la fille de poche alle ore 16:40:22

 
  che bello un commento della persona che mi ha fatto entrare nel mondo del blog, da un carissimo amico cha fa cd splendidi e ha in un certo senso "il potere della parola", baci, con tanto affetto, la fille de poche

scritto da la fille de poche alle ore 16:36:12

 
  Tesoruccio,
sei riuscita a riassumere in poche righe quello che ho provato per più di un anno...ma a volte la metro serve anche pe unire...vedi noi due, unite dalla routine, tu agnello, io pecora, o come preferisci...ma chi sarebbe questo Riccardo? Non ricordo...prende la metro anche lui?

scritto da Enza alle ore 11:58:19

 
  qui la vita è piu' soft. milano cares. ;)

scritto da graham alle ore 04:39:05

 
 
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